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Normative sistemi rivelazione incendio

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Sistemi di rivelazione incendio

Gli impianti automatici fissi di rivelazione fumi antincendio sono dei sistemi di prevenzione attiva con la funzione di rilevare un principio d’incendio e segnalarlo nel minor tempo possibile anche nel caso la segnalazione venga fatta manualmente.

Scopo principale dei sistemi fissi

Lo scopo principale dei sistemi fissi automatici quindi, è quello di salvaguardare la vita delle persone, proteggere i beni, attivare un tempestivo sfollamento delle persone in caso di pericolo incendio.

Le conformità di sicurezza ed i modi per cui un impianto è realizzato a regola d’arte, in accordo con il DECRETO MINISTERIALE N°37 del 2008 e modificato dal D.M del 19/05/2010, sono indicate le seguenti normative.

  • UNI EN 54 -> “sistemi di rilevazione e di spegnimento dello specifico dispositivo “ Sono normative di prodotto legate alla qualità ed il funzionamento dello specifico dispositivo. Esse sono norme che dispongono i criteri tecnico-funzionali (requisiti, metodi di prova, prestazioni) cui devono rispondere i prodotti deputati alla rivelazione. La UNI EN 54 parte dalla sezione EN54-1 fino alla sezione EN54-32.
  • UNI 9795:2021 -> “Progettazione, installazione ed esecuzione” dei sistemi fissi automatici di rivelazione e segnalazione. La normativa UNI 9795 è stata aggiornata nel Dicembre del 2021. Rispetto alla versione precedente sono state apportate delle modifiche che, non solo mirano a tutelare maggiormente la salvaguardia delle persone, ma anche forniscono indicazioni univoche e più semplici per i progettisti che devono seguire le linee guida della norma.
  • UNI 11224:2019 -> ” Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi antincendio”. La normativa UNI 11224 è stata aggiornata nel 2021 con effetto retroattivo anche sugli impianti esistenti perché riguarda i criteri di manutenzione e controllo degli impianti.
    Questa norma è di riferimento per il D.lgs. 81/08 Testo unico sulla salute e Sicurezza sul lavoro coordinato con D.lgs. n°106/2019.
  • DM del 2015 (integrazione 2022) con Nuovo Codice di Prevenzione Incendi.
  • CEI 64/8 “Impianti elettrici utilizzatori di tensione nominale no superiore a 100Vca e 1500Vcc.
  • CEI 20.36 “prova di resistenza al fuoco” di cavi elettrici in condizioni s’incendio.

Istallazione, l’ampliamento o modifica, progettazione

L’istallazione, l’ampliamento o modifica, la progettazione e la manutenzione degli impianti di rivelazione incendio devono essere effettuati solo da operatori abilitati e dotati di specifiche requisiti tecnico-professionali

Normativa UNI EN54

La normativa UNI EN54, cosi come le altre normative, viene recapitata dal CEN (Comitato Europeo di Normazione ) con sede a Bruxelles ed redatta in lingua inglese. Dopo gli enti normalizzatori appartenente agli stati membri dell’Unione Europea prendono in carico l’allineamento nel singolo paese. Per l’Italia sono UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).

Non perdere gli aggiornamenti sulle normative seguendo la pagina news 3F Antincendio.

Decreto affitti brevi: rivelatori ed estintori obbligatori

Decreto affitti brevi: rivelatori ed estintori obbligatori

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Principali obblighi

Si tratta dei rilevatori di gas combustibili, contro le fughe di gas, e di monossido di carbonio.

Inoltre, ogni immobile deve essere dotato di estintori portatili, collocati in posizioni «accessibili e visibili».

È necessario dichiarare di essere a norma anche con i requisiti di sicurezza degli impianti, secondo le normative statali e regionali già vigenti.

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Avere un appartamento utilizzato per soggiorni brevi o un B&b richiede l’implementazione di misure di sicurezza obbligatorie, non più considerate un semplice extra, ma un obbligo regolamentato dal nuovo decreto affitti brevi.

Il nuovo decreto affitti brevi, approvato a dicembre 2023, stabilisce che ogni unità immobiliare sia a norma e dotata di determinati dispositivi di rivelazione e controllo.

Anche se non è un’attività imprenditoriale o se l’alloggio è concesso in locazione breve, cioè meno di 30 giorni.

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Rivelatori ed estintori obbligatori secondo il Decreto Affitti Brevi

Tabella dei Contenuti

Sei in possesso un appartamento destinato all’ospitalità turistica o agli affitti brevi? Dotarlo di moderne misure di sicurezza non è più un optional, è obbligatorio.

Infatti, il nuovo decreto affitti brevi, approvato a dicembre, stabilisce che ogni unità immobiliare sia a norma e dotata di determinati dispositivi di rilevazione e controllo.

Queste norme riguardano tutte le strutture o alloggi, anche se non è un’ attività imprenditoriale o se concedi un alloggio in locazione breve, cioè sotto i 30 giorni.

Distinzione tra locazioni brevi e locazioni turistiche

Con l’espressione “affitti brevi” normalmente si pensa agli affitti turistici, in realtà, la definizione legale comprende ogni contratto di affitto residenziale della durata massima di 30 giorni.

Si configura come una soluzione temporanea, al di fuori del contesto imprenditoriale, e concordata tra individui, pertanto, non è limitato solo alle vacanze.

Un esempio è il professionista che necessita di un alloggio in un’altra città per lavoro per un breve periodo, come 15 giorni.

Quindi è considerato distinto dalle locazioni turistiche vere e proprie come Bed and breakfast, affittacamere e altre strutture extra alberghiere.

Le case vacanza, ad esempio, sono un’attività ricettiva extra alberghiera che può essere esercitata sia in forma imprenditoriale che occasionale. I relativi contratti di locazione ai turisti non possono superare i tre mesi consecutivi.

I bed and breakfast sono un’altra tipologia ancora. Si tratta, infatti, di attività ricettive gestite da privati che per un determinato periodo di tempo mettono a disposizione del turista una parte della propria abitazione.

La disciplina dei B&B è regolata a livello regionale.

In ogni caso, il nuovo decreto approvato a dicembre si applica a tutte queste forme di locazione: affitti brevi, locazioni turistiche, bed and breakfast, strutture extralberghiere; distinguendo solo se l’attività è svolta in forma imprenditoriale oppure no.

I nuovi obblighi della legge affitti brevi

Il cosiddetto decreto “Anticipi”, convertito in legge a dicembre (n.191/2023), dedica un intero articolo (il 13-ter) alle locazioni turistico/ricettive e a quelle brevi.

Si tratta di una normativa voluta dal ministero del Turismo con diverse finalità, per esempio, si va dalla trasparenza del mercato all’analisi statistica, dal contrasto all’illegalità e all’evasione fiscale alla sicurezza delle persone.

Il Codice Identificativo Nazionale CIN

Tra le novità della normativa affitti brevi c’è l’introduzione del CIN, ovvero, Codice Identificativo Nazionale. È un codice assegnato a tutte le unità immobiliari date in locazione per finalità turistiche, a quelle destinate alle locazioni brevi e alle strutture alberghiere ed extralberghiere.

I proprietari dovranno esporre il CIN all’esterno dello stabile e citarlo anche negli annunci pubblicitari, ovunque siano pubblicati, quindi anche sui portali telematici come Airbnb o Booking.

Nelle regioni che hanno già attivato un codice regionale l’adeguamento al nuovo CIN sarà automatico

Nelle regioni sprovviste di questo codice o che non lo adeguano entro i tempi stabiliti, servirà una procedura manuale. Il locatore dovrà farne richiesta per via telematica al ministero del Turismo che assegnerà il codice univoco. Nella richiesta andranno indicati i dati catastali dell’immobile.

Per l’entrata in vigore definitivo della legge occorre aspettare che entrino in funzione la Banca dati nazionale e il portale telematico per l’assegnazione del CIN. La legge stabilisce 60 giorni dal momento della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale di entrambi i provvedimenti.

Novità affitti: la sicurezza antincendio

Nella richiesta, oltre ai dati catastali, il proprietario deve anche dichiarare che la casa è a norma per quanto riguarda i requisiti sulla sicurezza. Cioè, che nell’alloggio sono presenti dispositivi di controllo funzionanti.

Si tratta dei rilevatori di gas combustibili, contro le fughe di gas, e di monossido di carbonio. Inoltre, ogni immobile deve essere dotato di estintori portatili, collocati in posizioni «accessibili e visibili».

Requisiti tecnici richiesti

Questi dispositivi devono rispettare precisi requisiti tecnici.

I rilevatori, ad esempio, devono essere omologati e conformi agli standard di sicurezza per quanto riguarda sensibilità: secondo determinate soglie; specificità: gas metano, Gpl o monossido di carbonio, tipo di allarme.

Inoltre, devono essere installati in posizioni strategiche, rispettando i criteri stabiliti dalla norma UNI 11522 alla quale devono attenersi tutti gli installatori professionali.

Anche gli estintori portatili devono rispettare alcuni precisi requisiti come ad esempio classe d’incendio, accessibilità, capacità estinguente, collocazione.

Questo è un campo nel quale il “fai da te” può pregiudicare efficienza e funzionalità del sistema, rendendo inutile l’intervento ed esponendo il locatore al rischio di multe o, peggio, azioni legali.

Sanzioni salate

La normativa parla di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, cioè di autocertificazione. Ma non sarebbe saggio considerarla una scappatoia, perché il decreto affitti brevi prevede sanzioni molto pesanti.

Si va dagli 800 agli 8mila euro, a seconda delle dimensioni dell’abitazione, per chi concede in affitto un immobile sprovvisto di CIN.

Se il CIN c’è ma non è stato esposto e non è presente nell’annuncio pubblicitario, la sanzione pecuniaria va dai 500 ai 5mila euro.

L’omessa dotazione dei dispositivi di rilevazione e controllo, nonché degli estintori portatili, è punita con una multa da 600 a 6mila euro per ciascuna violazione accertata.

Infine, chi omette di presentare la SCIA rischia una sanzione da 2mila a 10mila euro, sempre in relazione alle dimensioni dell’immobile.

Chi controlla:

A monitorare il rispetto del decreto sono Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Ma l’attività di controllo, verifica e applicazione delle multe spetta ai comuni, tramite la polizia locale, ai quali resterà la disponibilità del ricavato delle sanzioni.

Il decreto affitti brevi ha portato tantissime novità, anche fiscali, per chi affitta il proprio immobile.

Soluzioni 3F Antincendio

Per la tua tranquillità, consigliamo comunque di verificare le disposizioni nazionali e locali e di consultare 3F Antincendio per una consulenza sulla struttura.

Per la sicurezza dei tuoi ospiti, è importante scegliere prodotti conformi alle normative, realizzati secondo elevati standard qualitativi che ne garantiscono efficacia e durabilità nel tempo come quelli che proponiamo con i pacchetti di installazione tutto incluso.

Fonte: Gazzetta ufficiale

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Il rivelatore gas Metano Yukon è una centralina da parete che rileva e segnala una perdita di gas Metano all’interno dell’abitazione.

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In questo modo terrai al sicuro la famiglia, anche da remoto.

 

Informazioni aggiuntive:

La centralina è dotata di connessione WiFi, Relè interno, Buzzer Acustico, LED Ottico e del Modulo sensore, sostituibile.

Il rivelatore di gas Metano Yukon è tarato per rilevare una concentrazione di gas pari al 10% del L.I.E.(Limite Inferiore di Esplosività), tale soglia potrà variare in base alle condizioni ambientali, ma non supererà durante i primi 5 anni di esercizio il 15% del L.I.E.. Dopo tale periodo o in caso di accensione del LED “FAULT” il Modulo sensore dovrà essere sostituito.

La centralina rileva e avverte in caso di fuoriuscita di gas, all’interno della tua casa, tramite Buzzer Acustico, l’accensione dei LED e una notifica sull’App.

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Rilevatore Monossido di Carbonio

Il rivelatore Monossido di Carbonio Yukon è una centralina da parete che rileva e segnala la presenza di questo gas all’interno dell’abitazione.

Nel caso ti trovassi fuori casa, grazie all’App, saprai in tempo reale, con una notifica direttamente sullo smartphone, cosa sta succedendo.

In questo modo terrai al sicuro la famiglia, anche da remoto.

 

Informazioni aggiuntive:

In Yukon CO sono presenti una segnalazione LED, Buzzer Acustico ed anche un Relè che viene attivato quando il valore di Monossido di Carbonio in ppm è sopra le soglie definite dalla norma di conformità EN 50291-1:2018.

Nel caso in cui dovessi essere in una situazione di pericolo, il dispositivo attiva la segnalazione Ottico-Acustica (LED, Buzzer interno), aziona il Relè interno ed invia una notifica sul tuo smartphone.

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Rivelatore CO922

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Il rilevatore CO922 è stato studiato e costruito secondo la Normativa Europea per verificare in modo versatile, la presenza di gas Tossici quali il CO. Rileva la presenza di Monossido di Carbonio quando viene superata la massima concentrazione di CO ammissibile, impostata a 300ppm; anche quando per lunghi periodi, persistono nell’ambiente concentrazioni di CO minime, ma che per il principio dell’accumulo possono egualmente danneggiare l’organismo umano.

Completano il quadro tecnico del rilevatore lo speciale circuito di controllo del grado di efficienza del sensore, con segnalazione dell’eventuale avaria

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Rivelatore GS913

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Descrizione:

Il GS913, tramite il sensore interno, rileva la presenza di fughe di gas Metano, GPL o gas narcotizzanti con una sensibilità di intervento tarata al 10% del Limite Inferiore di Esplosività e può azionare tramite il relè incorporato, elettrovalvole, sirene ed ogni altro apparecchio di segnalazione o risoluzione di allarme.

Tramite il jumper interno, è possibile scegliere tra un funzionamento in modo continuo o impulsi del relè. Il relè, libero da tensione, consente di installare più rilevatori su una sola elettrovalvola, garantendo il controllo di più ambienti pericolosi.

Uno speciale circuito elettronico è in grado di verificare l’efficienza del sensore di rilevazione e segnalare visivamente l’eventuale avaria.

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Rivelatore CHCO

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  • Installazione con cavo a vista
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  • Oltre i 15km sarà aggiunto il costo di trasferta
  • Sono escluse altre richieste del cliente
  • Durata del naso del sensore indicata dal costruttore
  • Per il sensore WIFI sarà richiesto l’accesso alla rete dell’abitazione

Descrizione:

Il rilevatore CHCO è stato studiato e costruito secondo la Normativa Europea, per verificare in modo versatile, la presenza di gas Metano o CO.

Il primo rileva la presenza di gas Metano, con una sensibilità di intervento tarata al 10 % del L.I.E.

Il secondo rileva gas Monossido di Carbonio, quando viene superata la massima concentrazione di CO ammissibile, impostata a 300ppm anche quando per lunghi periodi, persistono nell’ambiente concentrazioni di CO minime, ma che per il principio dell’accumulo possono egualmente danneggiare l’organismo umano.

Completano il quadro tecnico del rilevatore lo speciale circuito di controllo del grado di efficienza del sensore, con segnalazione dell’eventuale avaria.

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Porta Tagliafuoco

è una porta che, considerata la sua elevata resistenza al fuoco, ha la possibilità di isolare le fiamme in caso di incendio. Viene dunque usata come parte di un sistema di protezione passiva, per ridurre la diffusione di fiamme o di fumo tra compartimenti e per assicurare un’uscita sicura da un edificio/struttura.

La resistenza al fuoco di un elemento di chiusura è espressa con un intervallo in minuti, durante il quale il serramento conserva le proprietà di tenuta e/o isolamento termico.

Manichette Antincendio

Manichetta DN45 certificata EN 14540. Raccordi a norma UNI 804 – Legatura a norma UNI 7422.

RACCORDATURA MANICHETTE Tutte le manichette R.M. Manfredi vengono raccordate seguendo gli standard previsti dalla nuova norma UNI 804:2020, che prevede anche l’utilizzo del nuovo raccordo UNI 45 di TIPO C.

L’ottone da noi usato per produrre i raccordi è conforme alla norma UNI EN 1982:2017.

Inoltre, su richiesta, le manichette possono essere raccordate utilizzando i principali raccordi europei quali: STORZ (tedesco) BRITISH STANDARD (inglese) AFNOR (francese).